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Con il tuo test di gravidanza in mano, dopo i primi minuti (o ore) carichi di tutte le emozioni che si possano provare, la prima domanda che arriva è: e adesso che sono incinta cosa serve fare?

– Correre a fare un’ecografia? No.
– Correre a fare una visita dal ginecologo? No.
– Gli esami del sangue? No.
– Almeno le betaHCG in farmacia? No.

Chiama la tua ostetrica o cercane una se ancora non ce l’hai!

Non lo dico io, non lo dice l’ostetrica. Lo dicono le linee guida del Ministero della Salute:
“Alle donne con gravidanza fisiologica deve essere offerto il modello assistenziale basato sulla presa in carico da parte dell’ostetrica. In collaborazione con l’ostetrica, il medico di medicina generale, i consultori e le altre strutture territoriali costituiscono la rete di assistenza integrata alla donna in gravidanza. Questo modello prevede, in presenza di complicazioni, il coinvolgimento di medici specializzati in ostetricia e di altri specialisti.”
Linee guida gravidanza fisiologica

Aspetta.. ci spiegano anche perché:
“Le prove disponibili sono a supporto di un modello assistenziale basato sulla presa in carico della donna in gravidanza da parte dell’ostetrica o di un team di ostetriche, integrato da una rete multidisciplinare di professionisti da consultare quando opportuno, poiché a esso si associano benefici relativi a esiti rilevanti per la salute materna e neonatale, compresa la maggiore soddisfazione della donna per l’assistenza ricevuta.”

Oltre agli studi scientifici, che non sono contestabili, lo confermano anche i vissuti delle donne e delle famiglie che sono seguite nella loro gravidanza e nel loro percorso nascita in autonomia dall’ostetrica.
Raccontano di avere fiducia nella professionista che hanno scelto, di aver creato un legame profondo, di essersi sentite libere di raccontare i vissuti fisici, emotivi e psicologici.
Raccontano di essersi sentite accolte e ascoltate durante tutto il percorso, di essersi sentite sostenute e rassicurate; di aver vissuto un percorso su misura per loro.

Il mio sguardo è rivolto alla salute. Lo strumento per individuarla sono i segni di salute, rilevabili attraverso l’osservazione clinica delle funzioni fisiologiche. Lo strumento principale per mantenere ed eventualmente ristabilire la salute e l’attivazione delle risorse della donna endogene ed esogene.

L’assistenza alla gravidanza si basa su alcuni principi fondamentali:

  • L’empowerment della donna, della coppia e della famiglia: il primo obiettivo dell’ostetrica è il potenziamento delle risorse endogene e delle competenze della madre, del padre e del bambino.

  • La continuità assistenziale: permette alle donne di creare quella relazione di fiducia, di ricevere un’assistenza unitaria andando a ridurre la segmentizzazione degli interventi, all’ostetrica di rispondere a quella relazione e di avere una prospettiva nel tempo. La continuità è un bisogno primario.

  • La scelta informata come processo: scegliere è un processo che passa attraverso una crisi e comporta una presa di responsabilità. È costruire un ponte tra sapere e sentire. Richiede tempo. Richiede strumenti, sostegno e accompagnamento. L’ostetrica fornisce un’informazione completa e saturata, lascia poi alla donna i processi decisionali che rafforzano l’istinto individuale e quindi la donna stessa.

  • La centralità della donna e la sua partecipazione attiva: la scelta rende protagonisti. Ma essere protagoniste, per le donne, non è facile. Non sono state educate al protagonismo, ma piuttosto all’adattamento. Essere protagoniste significa prendersi il proprio potere personale e metterlo in luce.

  • L’assistenza personalizzata: nel processo di riproduzione è coinvolto tutto l’essere, e quindi, nella misura in cui ogni essere è unico, ogni maternità è unica. La standardizzazione avvenuta nel corso della storia della medicalizzazione non può rispondere ai bisogni specifici e pone quindi a rischio la singola donna. L’assistenza personalizzata significa semplicemente tenere conto della donna e del bambino come individui e offrire loro un’assistenza basata sui loro bisogni individuali.

 

Quali sono i principali benefici della continuità assistenziale, delle cure e delle attenzioni che l’ostetrica riserva alle future mamme?

Prima di tutto, aumentano i parti vaginali senza interventi medici e si riducono quelli pretermine. Si registrano poi una minor frequenza di episiotomia, forcipe e ventosa al parto e minori richieste di analgesia epidurale, il tutto accompagnato da una crescente soddisfazione delle donne per il supporto ricevuto durante l’intero percorso.
Stando alla mia esperienza, però, nonostante quanto riportato sopra, la maggior parte delle donne sceglie comunque di rivolgersi a ginecologi privati (o in strutture pubbliche) per farsi assistere durante la propria gravidanza fisiologica.

E tu? Desideri avere maggiori informazioni in merito e comprendere come un’ostetrica può supportarti in questi meravigliosi mesi di vita?

Scrivimi attraverso il form di contatto. Con piacere risponderò alle tue domande.

 

Redatto in via esclusiva per il portale Voglio Essere Me.