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Trovare mille scuse per evitare di fare una telefonata: ti è mai capitato?

Che sia una chiamata di lavoro o una telefonata a carattere personale, a volte alzare la cornetta e comporre un certo numero di telefono può davvero rappresentare, per certe persone, uno scoglio insormontabile. Spesso, infatti, si preferisce dare il via a conversazioni interminabili via e-mail o via messaggi pur di non affrontare una certa persona a mezzo telefono.

Perché accade questo? 

Personalmente ritengo che la spiegazione risieda nel fatto che, attraverso una comunicazione telefonica, si perda una componente fondamentale del linguaggio: il non verbale, ovvero quella parte di linguaggio che fonda la sua essenza sulla postura dell’individuo, sulle espressioni del viso che questi assume e sulla gestualità che, solitamente, accompagna la parte parlata di un discorso.

Chi ascolta dall’altro capo del telefono, infatti, percepisce solo la voce del suo interlocutore (senza gestualità) e la sua attenzione, essendo unicamente destinata all’ascolto, gli permetterebbe, ad esempio, di identificare più facilmente eventuali errori di lessico commessi dalla controparte, notando altresì le sue debolezze e le sue indecisioni.

Difatti, in una conversazione telefonica, la nostra mente non sarebbe distratta dalla gestualità della controparte o dal commentare mentalmente se il nostro interlocutore è ben vestito oppure no; sarebbe, invece, nella condizione di destinare tutte le sue risorse all’ascolto.

In aggiunta, una comunicazione solo vocale (mancante quindi della componente non verbale) potrebbe dar origine a importanti malintesi e fraintendimenti che potrebbero poi trascinarsi nel tempo.

Scrivere e-mail e messaggini, invece, darebbe alle persone la possibilità di leggere, rileggere e modificare più volte il contenuto scritto, raggiungendo quindi una maggior “serenità di comunicazione”.

 

Quando un individuo vive questa situazione come un disagio, nella sua mente si innesca un circolo vizioso negativo che, nei casi più impegnativi, può sfociare in balbettii, tensioni, paure e stress anche di una certa rilevanza.

Cosa fare in questi casi? 

  • Prima di iniziare la telefonata, prendi un paio di appunti su quello che è tua intenzione dire: avere a portata di mano una traccia da rivedere all’occorrenza ti aiuterà a mantenere la calma e la lucidità mentale (telefonare ti spaventa? Metti da parte le improvvisazioni).
  • Evita di imparare il contenuto della telefonata che andrai a fare a memoria: ne perderesti in termini di emozione, sfumature della voce e paraverbale, andando ad alimentare la possibilità di creare malintesi. Ricorda inoltre che in situazioni di tensione, la memoria potrebbe giocarti brutti scherzi.
  • Accetta le tue imperfezioni: può succedere a tutti di coniugare un verbo al tempo sbagliato o di avere un calo improvviso di voce. Questo non è necessariamente sinonimo di ignoranza o debolezza. Evita, quindi, di cercare a tutti i costi la perfezione.
  • Accetta il giudizio degli altri: sappi che la gente commenterà sempre il tuo operato, sia che tu faccia, sia che tu non faccia. Il tuo obiettivo però sarà migliorarti facendo tesoro delle critiche costruttive che ricevi!

Vuoi metterti in gioco?

Raccogli le tue energie e preparati a fare quella telefonata che rimandi da tempo!

Redatto in via esclusiva per il portale Voglio Essere Me.

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